VANITY POLASE

Italian Miss Alternative, quando lo facevano all’Estragon;i vestiti fatti con i rotoli di carta igienica, o le tavolette dei cessi;
con le modelle che si prendevano già molto sul serio, ma con un minimo di pudore;
con la Skoda che, mi han raccontato, poi a un certo punto avevano dovuto dirle basta, stavolta non sfili, che aveva cominciato a offrire autografi assolutamente non richiesti, e a tormentare tutte che la vera star era lei e si facessero tutte da parte.
Quella Italian Miss Alternative lì degli anni 90, prima che Mirigliani diffidasse Casagrande dall’uso di “Miss Italia Alternative”;
prima che le modelle diventassero un po’ tutte leggermente mitomani, come la Skoda;
prima che cominciassi a sentirmi in imbarazzo, credo per l’eccesso di tutto, ma di preciso non lo so, cos’è stato, so che poi dopo che Stefano Casagrande è morto non ci sono andata più. Io non lo so com’è adesso Italian Miss Alternative, e non credo che lo scoprirò mai, preferisco ricordarmelo come il momento sincero, di condivisione, non quello che mi metteva in imbarazzo (forse son bacchettona e non lo so, nel dubbio, evito, ma penso “purtroppo così si dà credito ai detrattori”). Però mi ricordo che ero stata molto orgogliona di aver applaudito Vanity Polase fino a scorticai le mani, mentre sfilava con la mia fintissima collana di perle, una volta.

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE

missalternative 2002

 

[foto di Maurizio Galimberti]

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I miei prossimi impegni

A parte capire perché sono declinate al femminile, le “regole” di Gurdjieff sono obiettivamente ricche di (non banale) buonsenso.

Testi pensanti

Fissa la tua attenzione su te stessa.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti non necessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci in modo equo.
Non sedurre.
Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando…

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Scheda sugli ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE, da Paul Watzlawick, J.H Beavin, D.D. Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, casa editrice Astrolabio, 1971, a cura di Paolo Ferrario

Ogni tanto fa bene rileggere gli assiomi della comunicazione…

MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI

GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE

Gli assiomi della comunicazione furono definiti da Paul Watzlawick e altri studiosi della Scuola di Palo Alto (California),  allo scopo di identificare alcune proprietà della comunicazione,  ed utilizzarle per diagnosticare alcune  patologie.

Ne definì cinque:

l’impossibilità di non comunicare;

i livelli comunicativi di contenuto e relazione;

la punteggiatura della sequenza di eventi;

la comunicazione numerica e analogica;

l’interazione complementare e simmetrica.

Il primo assioma  dice che è impossibile  non comunicare: qualsiasi interazione umana è una forma di comunicazione. Qualunque atteggiamento assunto da un individuo,  diventa immediatamente portatore di significato per gli altri:

non è possibile non avere un comportamento … ne consegue che non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro. da Paul Watzlawick, J.H…

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We are not worthy (del perchè all’estero qualcuno ci ama)

Sarà che Minoli è bravo a fare interviste, sarà che è bravo a scegliere chi intervistare, sarà che l’ingegnere intervistato dava l’idea di essere molto, molto bravo… fatto sta che a fine gennaio, durante un lungo viaggio in macchina, su Radio 24 ho ascoltato un’intervista, che era poi una chiacchierata, tra Minoli e l’ingegner Silvio Bartolotti, sul recupero della Costa Concordia. E  ho capito il perchè ancora all’estero ci ammirano. Sì si, noi italiani, o l’Italia, o l’italianità…

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