VANITY POLASE

Italian Miss Alternative, quando lo facevano all’Estragon;i vestiti fatti con i rotoli di carta igienica, o le tavolette dei cessi;
con le modelle che si prendevano già molto sul serio, ma con un minimo di pudore;
con la Skoda che, mi han raccontato, poi a un certo punto avevano dovuto dirle basta, stavolta non sfili, che aveva cominciato a offrire autografi assolutamente non richiesti, e a tormentare tutte che la vera star era lei e si facessero tutte da parte.
Quella Italian Miss Alternative lì degli anni 90, prima che Mirigliani diffidasse Casagrande dall’uso di “Miss Italia Alternative”;
prima che le modelle diventassero un po’ tutte leggermente mitomani, come la Skoda;
prima che cominciassi a sentirmi in imbarazzo, credo per l’eccesso di tutto, ma di preciso non lo so, cos’è stato, so che poi dopo che Stefano Casagrande è morto non ci sono andata più. Io non lo so com’è adesso Italian Miss Alternative, e non credo che lo scoprirò mai, preferisco ricordarmelo come il momento sincero, di condivisione, non quello che mi metteva in imbarazzo (forse son bacchettona e non lo so, nel dubbio, evito, ma penso “purtroppo così si dà credito ai detrattori”). Però mi ricordo che ero stata molto orgogliona di aver applaudito Vanity Polase fino a scorticai le mani, mentre sfilava con la mia fintissima collana di perle, una volta.

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE

missalternative 2002

 

[foto di Maurizio Galimberti]

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