Di Internazionale, birre, pipì e sfruttamenti vari

Ebbasta con le dietrologie, con il criticare per criticare, con il “si stava meglio quando si stava peggio”. Basta con i pseudo-provvedimenti che fingono di risolvere ma in realtà cercano l’approvazione del momento.
La serietà di una pubblica amministrazione si riconosce anche da quante scelte impopolari fa, con in mente una ricaduta sul lungo periodo. Se i cittadini criticassero di meno e partecipassero più attivamente alla vita “politica” della propria città, e si informassero di più, e proponessero invece di distruggere, capirebbero che prendere decisioni per la cittadinanza è un mestiere difficile, e apprezzerebbero di più chi lo fa con serietà e lungimiranza.
e non ho nient’altro da aggiungere sull’argomento.

MATTEO LEPORE

Internazionale_Logo_Sito1

Capita di venire citati da un blogger che pubblica per Internazionale.it. L’argomento è interessante ed è anche molto ‘bolognese’ (paradossi di Internazionale o grandeur di Bologna?!). Di ordinanze, di pipì e di birre in strada se ne parla da diversi decenni a Bologna, qualcuno potrebbe affermare da oltre 900 anni. Partire da qui, però, ci porterebbe troppo lontano, mentre voglio iniziare da un dato solido. Il blogger in questione mi tira in ballo, allude a varie storie ma fa anche delle affermazioni circostanziate: “i colossi dell’alimentare vogliono avere campo libero fin sotto le due torri (letteralmente: una piccola Coop è a pochi metri dal simbolo della città), e la giunta cittadina colpisce gli esercizi dei bangladesi nelle loro due caratteristiche peculiari: le birre fresche e l’orario serale prolungato“. Da maggio fino a ottobre 2016, infatti, l’Amministrazione ha emesso un’ordinanza anti alcol e vetro che limita…

View original post 1,017 more words