Fotografia del 12 dicembre 2014 – Anno parzialmente sabbatico

dovrebbe essere obbligatorio per tutti. un periodo sabbatico. per studiare, e riprendere il contatto con la realtà. e alla fine dovrebbe esserci un esame. un esame durissimo e impietoso di “realitudine”. a qualcuno non basterebbero decenni per superarlo. ecco. a quelli lì semplicemente gli andrebbe impedito di far danni finché non capiscono davvero (politici, insegnanti, manager…). per quelli lì si potrebbero organizzare corsi di recupero intensivi. tipo raccogliere pomodori.

Testi pensanti

Vi scrivo dall’aeroporto, in partenza per l’ultima docenza del 2014.
La consueta docenza del fine settimana. Cinque ore di comunicazione politica.
La cinquantesima docenza consecutiva in quattro anni al corso in social media marketing di Eurogiovani. Sono nel gruppo di docenti dall’inizio di questa fantastica esperienza (fantastica perché continua a fare formazione aumentando le date e le città in giro per l’Italia, ogni anno) e non ne ho saltata neanche una. Il che vuol dire, a spanne, almeno 250 ore di formazione e non meno di 1000 formati.

Sarà stata la coincidenza di date e di ricorrenze, ma proprio oggi ho deciso che domani sarà la mia ultima docenza in questo corso.

È la prima, brusca, conseguenza di una mia “scelta di vita” (mi scuso per l’enfasi): ho infatti deciso che dal 2015 sarò un docente molto meno attivo e presente.

Ridurrò (credo di molto) il numero di ore di formazione.

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Socrate, il re dei troll

Socrate era un troll.
E quelli che blateravano “con quella convinzione tetragona di essere inattaccabili che è il vero marchio del cretino” esistono ancora, e probabilmente (quando trovano un troll coi contromazzi) si chiedono qual è il corrispettivo della cicuta ai tempi di internet, che il ban non è sufficiente.

Il nuovo mondo di Galatea

Lo dice anche Platone, e se lo ammette lui, che era il suo allievo prediletto e fedelissimo, c’è da credergli. Socrate era un mostro. Brutto di una bruttezza brutta che, ad incrociarlo per strada, faceva spavento. Grasso, basso, calvo, tarosso, con il ventre prominente, le gambette tozze ed arcuate: un nano da giardino obeso, un Babbo Natale mal riassunto, insomma, un vero insulto per una civiltà che ha prodotto i Bronzi di Riace e teorizzato proprio in quegli anni che il bello fosse il buono. Peggio di così ha fatto solo Hitler, che propugnava la bellezza della razza ariana e poi era un tappo gracilino dai ridicoli baffetti nerastri.

E passi la bruttezza: quello che ti colpiva in lui è che, oltre che brutto, Socrate era soprattutto un ossessionante scassamaroni. Te lo vedevi lì, seduto ad uno degli angoli dell’agorà, pacioso e apparentemente tranquillo come i tanti perdigiorno che passavano…

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Se ci spuntassero i fiori

Ortiche spettinate? No no. niente brillantina. Libere! Evviva le ortiche libere e felici!
Rodari evergreen.

Testi pensanti

Se invece dei capelli sulla testa
ci spuntassero i fiori, sai che festa?
Si potrebbe capire a prima vista
chi ha il cuore buono, chi la mente trista.
Il tale ha in fronte un bel ciuffo di rose:
non può certo pensare a brutte cose.
Quest’altro, poveraccio, è d’umor nero:
gli crescono le viole del pensiero.
E quello con le ortiche spettinate?
Deve avere le idee disordinate,
e invano ogni mattina
spreca un vasetto o due di brillantina.

(Gianni Rodari)

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Segnalibri – Teresa Ciabatti – Il mio paradiso è deserto

Gli scontrini, a meno di non essere chilometrici ergo ripiegabili in tre o quattro, come segnalibri sono inutili perché velocemente si degradano, si stropicciano, si . Gli scontrini di sconti per fare la spesa negli ipermercati sono ancora più inutili, se non uno non fa grandi spese negli ipermercati. E tristi, perché quasi sempre son scaduti.
Segnalibri inutili e tristi. Solo su Rieduchescional Channel.

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